CUG ❭ Normativa e Regolamenti

Disposizioni in materia di istituzione e funzionamento del Comitato Unico di Garanzia

I Comitati Unici di Garanzia sono istituiti ai sensi dell’art.21 della Legge 4 novembre 2010, n. 183 (collegato lavoro), che unifica i previgenti Comitati per le pari opportunità e Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, unificandone funzioni e competenza (stabiliti dalla vecchia formulazione dell’art. 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, TUPI – testo unico del pubblico impiego).

Il Decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna) fornisce il quadro generale di riferimento in cui si inserisce l’azione del CUG.

Sul piano interno, il Comitato Unico di Garanzia è istituito ex art. 57 dello Statuto dell’Università degli Studi di Salerno.

Il CUG UNISA opera in conformità con il proprio Regolamento.

Si segnala, inoltre, il Regolamento per la gestione della carriera universitaria degli studenti in transizione di genere dell'Università degli Studi di Salerno.

Altri atti e documenti di riferimento

Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 23 maggio 2007, Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche, in Gazzetta ufficiale del 27 luglio 2007, n. 173. La direttiva anticipa e orienta l’attuale quadro normativo di riferimento.

Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2011, Linee guida sulle modalità di funzionamento dei «Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni». La Direttiva, in attuazione dell’art. 21 della legge n. 183/2010, amplia le attività del CUG e prevede le funzioni propositive, consultive e di verifica attribuite ai Comitati. Viene sostituita dalla Direttiva 2/2019.

Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’art. 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Istituisce le regole in materia di comportamento dei dipendenti pubblici, all’art. 3 ascrive, fra i principi generali, la parità di trattamento a parità di condizioni tra i dipendenti. Informa, dunque, il lavoro del CUG.

Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri 2/2019, Misure per promuovere le pari opportunità e rafforzare il ruolo dei Comitati unici di Garanzia nelle amministrazioni pubbliche. Il documento ha lo scopo di aggiornare e rafforzare il ruolo dei CUG, introducendo indicazioni su composizione, funzionamento e raccordo dei Piani di azione positive (PAP).

Decreto del Capo Dipartimento della funzione pubblica e del Capo Dipartimento delle pari opportunità 11 novembre 2020, relativo alla costituzione di un Gruppo interministeriale di lavoro e supporto dei Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (CUG), previsto dalla Direttiva 4 marzo 2011. Il Gruppo nasce per svolgere funzioni di monitoraggio e predispone risposte a quesiti circa il funzionamento dei Comitati.

Protocollo d’intesa tra la Ministra per la famiglia, il Ministro per la pubblica amministrazione e la Rete Nazionale dei Comitati Unici di garanzia del 28 marzo 2025. Il documento prevede l’implementazione di azioni volte a prevenire e contrastare molestie e violenza nell’ambiente di lavoro avvicinando le vittime alla conoscenza dei soggetti preposti alla tutela.

Normativa anticorruzione e trasparenza

Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Trasparenza): stabilisce l’obbligo di pubblicazione di dati e atti relativi alla Pubblica amministrazione e, di riflesso, ai CUG.

Decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 (Riforma Madia): in materia di pari opportunità, ne rafforza i principi e valorizza il merito nel settore pubblico, indicendo indirettamente sull’azione dei CUG.

Disposizioni normative dell'Unione europea

Direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica: all’art. 13 stabilisce l’obbligo in capo agli Stati membri di istituire uno o più organismi per la promozione della parità di trattamento di tutte le persone senza discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica. In Italia, tale atto normativo è stato trasposto con il decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, recante “disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2008, n. 101.

Direttiva 2004/113/CE del Consiglio, del 13 dicembre 2004, che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura: all’art. 12 stabilisce l’obbligo in capo agli Stati membri di istituire uno o più organismi per la promozione, l'analisi, il controllo ed il sostegno alla parità di trattamento di tutte le persone senza discriminazioni fondate sul sesso. In Italia, tale atto è stato trasposto con il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 196, “attuazione della direttiva 2004/113/CE che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura”.

Direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego: all’art. 20 stabilisce l’obbligo in capo agli Stati membri di istituire uno o più organismi per la promozione, l’analisi, il monitoraggio e il sostegno della parità di trattamento di tutte le persone. In Italia, tale atto è stato trasposto con decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 5, in vigore dal 20 febbraio 2010. Il decreto ha modificato il Codice delle pari opportunità, rafforzando il principio di parità di trattamento tra uomini e donne in materia di accesso al lavoro, formazione, promozione professionale e retribuzione.

Direttiva 2023/970/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, intende rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione. In tal senso, la Direttiva si propone di elidere il c.d. gender pay gap, attraverso l’individuazione di politiche di trasparenza, prevedendo la pubblicazione dei dati relativi alla differenza salariale, obbligatoriamente per i datori di lavoro con almeno 100 lavoratori. In Italia, l'atto è stato recepito mediate il Decreto legislativo del 7 maggio 2026 n. 96.

Direttiva 2024/1499/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 maggio 2024, sulle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall'origine etnica, tra le persone in materia di occupazione e impiego indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall'età o dall'orientamento sessuale e tra le donne e gli uomini in materia di sicurezza sociale e per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura, e che modifica le direttive 2000/43/CE e 2004/113/CE e direttiva 2024/1500/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, e che modifica le direttive 2006/54/CE e 2010/41/UE. I due atti stabiliscono norme minime per il funzionamento degli organismi di parità e sono intese ad armonizzare la disciplina tra gli Stati membri dell’Unione europea. Tali normi minime riguardano le materie oggetto di specifici atti derivati tra cui rilevano:

  • Direttiva 79/7/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale;
  • Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.

Documenti programmatici

Strategia per la parità di genere 2020-2025: presenta gli obiettivi strategici e le azioni fissate dalla Commissione europea entro il 2025, per ottenere un’Unione europea che sia garante della parità di genere.

Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026: annunciata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dal governo, allo scopo di contrastare le discriminazioni di genere multilivello, è un documento programmatico che, in coerenza con la Strategia per la parità di genere 2020- 2025 , definisce un sistema di azioni politiche integrate nell’ambito delle quali sono adottate iniziative concrete, definite e misurabili. La Strategia si propone di raggiungere entro il 2026 l'incremento di cinque punti nella classifica dell'Indice sull'uguaglianza di genere elaborato dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE).

Strategia per la parità di genere 2026-2030: presentata il 5 marzo 2026 dalla Commissione europea, si pone in continuità con la precedente Strategia per la parità di genere 2020 - 2025. I suoi principali obiettivi sono proseguire con la lotta contro la violenza di genere, con particolare attenzione alla violenza online; rafforzare la prosperità promuovendo la parità di genere in tutti i settori economici; affrontare il divario retributivo e pensionistico di genere; adottare ulteriori misure per sostenere la partecipazione paritaria e sicura delle donne alla politica.



La presente sezione normativa è stata curata dalla dott.ssa Elisabetta Lambiase e dal dott. Attilio Senatore

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